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Un Abruzzo selvaggio, lontano dai benefit ed in linea con la natura delle persone: queste le sorprese della “Destinazione Abruzzo”

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ROMA, 20 febbraio 2019 (MERCURPRESS.IT) - Trasformare le proprie debolezze in una forza, capace di attrarre visitatori internazionali alla ricerca del proprio io, lontani dalle distrazioni del wi-fi e dall’efficienza dei servizi che quanto più facilitano la vita, tanto più ci allontanano dai nostri ritmi naturali.

Questa è la forza dell’Abruzzo, l’argomento di vendita tra i tour operator internazionali chiamati a raccolta intorno alla tavola rotonda “Destinazione Abruzzo”, moderata da Roberto Chinzari, giornalista TG1 che esordisce sottolineando le tante cose belle di cui è ricco l’Abruzzo “che vanno, però, organizzate in modo più efficiente, puntando per esempio all’on line ed al digitale”.

Per la promozione dell’evento la Camera di Commercio Chieti Pescara si è avvalsa, come ribadisce in apertura il Vice Presidente Salce, della preziosa collaborazione della DMC Terre del Piacere. “La Camera di Commercio ha investito il 20% delle risorse derivanti dall’incremento del diritto annuale sul settore turistico. Non solo, ha sostenuto con due interventi diretti DMC e sul GAL Costa dei Trabocchi con investimenti sul Capitale Sociale”. Ma, sottolinea Salce, "le risorse sono sempre meno ed è per questo motivo che vanno utilizzate in modo oculato, puntando sulle potenzialità dell’Abruzzo e remando, pubblico e privato, nella stessa direzione. L’asset del turismo, insieme a quello dell’industria, rappresenta per l’Abruzzo un valore molto importante. La Promozione del nostro territorio è indispensabile per far crescere l’intera economia della nostra regione”.

E sul rapporto pubblico-privato, interviene Elena Petruzzi Presidente della DMC “L’obiettivo dell’incontro è intercettare un’esigenza che viene dagli operatori, condividendo una riflessione comune verso la strategia turistica dell’Abruzzo. La Destinazione è da intendersi come un valore, non solo in senso territoriale ma come network di servizi turistici integrati. Occorre una sinergia tra pubblico e privato che eviti una dispersione di risorse e sia capace di costruire un percorso di formazione che duri negli anni.”

Per Imperatore Travel, uno dei tour operator presenti, “la fortuna dell'Abruzzo è essere rimasti indietro. Questa è la regione che mi manca, quella che non hai mai visto ed è su questi punti che battiamo quando dobbiamo vendere l’Abruzzo. Inoltre la regione si avvale di un’accoglienza ineguagliabile: il buongiorno ha un sapore diverso se si prepara la colazione come a casa e quel livello di estraniamento, dato dalla mancanza di alcuni servizi come il wi-fi, può risultare, a sorpresa, uno tra i più importanti elementi di vendita”.

Dello stesso parere, Chiriatti, specializzato nell’organizzazione di pacchetti vacanze per gruppi. “Innanzi tutto, bisogna incentivare la presenza dell’Abruzzo sui mercati esteri attraverso investimenti a carico delle istituzioni. In Abruzzo, infatti, il 90 per cento dei visitatori è italiano. Non solo: dati ISTAT del 2017 registrano 21.000 presenze internazionali all’aeroporto di Pescara: un dato davvero irrisorio se equiparato ad altre strutture. Si evince, inoltre una scarsa possibilità di destagionalizzare, in vista di un turismo Mordi e fuggi, sbilanciato sul mare. Ma i punti di forza ci sono e vanno coltivati: il verde d’Europa, il mood selvaggio, il cliente che torna alle proprie origini ed un’esperienza impagabile lontana dai benefit del terzo millennio”.

Il problema della destagionalizzazione è stato ribadito da Booking.com che conferma non solo una predilezione del mare alla montagna ma, soprattutto, un’eccessiva compressione della finestra delle prenotazioni sull’alta stagione. Anche quest’OTA, tra le più importanti al mondo, sottolinea una presenza predominante del turista italiano a scapito dello straniero.


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