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La crescita delle imprese estere in Emilia Romagna rallenta

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ROMA, 20 febbraio 2019 (MERCURPRESS.IT) - Per le imprese straniere in regione (48.099) è minore l’incremento rispetto a un trend consolidato (+2,5 per cento, +1.168 unità), ma fa da contraltare alla riduzione delle altre imprese (-0,9 per cento). L’Emilia-Romagna è la terza regione per crescita delle estere, davanti alla Lombardia (+2,3 per cento) e al Veneto (+2,0 per cento). Volano le società di capitale (+13,9 per cento, +595 unità) meglio delle ditte individuali (+561 unità). Bene i servizi (+779 imprese, +3,2 per cento), in particolare alloggio e ristorazione (+221) e commercio (+148), ma anche costruzioni (+187 unità) e manifattura (+3,1 per cento).

Ha un ritmo superiore a quello nazionale la crescita della base imprenditoriale estera regionale. A fine 2018 in Emilia-Romagna, le imprese attive straniere risultano 48.099 (l’11,9 per cento del totale) con un aumento in un anno di 1.168 unità, pari al 2,5 per cento. Continuano invece a ridursi le imprese di nati in Italia (-0,9 per cento).

Nel Paese del Tricolore, la crescita delle imprese straniere (oltre 538 mila, pari al 10,4 per cento del totale) risulta infatti minore (+2,1 per cento) rispetto all’Emilia-Romagna, come anche la diminuzione delle altre imprese (-0,2 per cento) è più contenuta.
Questi sono i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese straniere diminuiscono solo in Sicilia. L’Emilia-Romagna è la terza regione per crescita, dietro Campania e Lazio. Nelle regioni leader con cui si confronta, l’aumento delle imprese straniere è più contenuto in Lombardia (+2,3 per cento) e in Veneto (+2,0 per cento), ma in entrambe le regioni, la flessione delle imprese non straniere è più ridotta.

Attività economica. La tendenza delle imprese straniere è dominante in tutti i macro settori. L’aumento si concentra nei servizi (+779 imprese, +3,2 per cento), originata soprattutto dal rapido e ampio incremento nell’aggregato degli “altri servizi” (+631 imprese, +5,1 per cento) e, in misura minore, nel commercio (+148 imprese, +1,2 per cento). La dinamica espansiva resta elevata (+3,2 per cento, pari +142 unità) nell’industria, mentre si attenua nelle costruzioni (+1,1 per cento, +187 unità). Infine, la crescita è rapida in agricoltura (+6,1 per cento), ma il comparto resta ancora marginale per le imprese estere. Negli ultimi cinque anni, la quota delle imprese attive nel settore è salita di 4,6 punti percentuali e ha raggiunto il 52,2 per cento del totale. Nello stesso periodo, invece si è ridotto il rilievo di tutti gli altri settori.

In particolare nelle costruzioni è sceso di 4,2 punti percentuali fino ad attestarsi al 35,6 per cento, anche se il settore resta il più importante per le imprese estere.

La forma giuridica. La spinta alla crescita deriva dalle società di capitali, che aumentano velocemente (+595 unità, +13,7 per cento), sostenute dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata, la quale ha compresso la dinamica delle società di persone (+0,4 per cento). In seconda battuta l’incremento delle imprese estere è spinto dalle ditte individuali (+561 unità, +1,5 per cento), che sono pari all’81,4 per cento delle imprese straniere.

Negli ultimi cinque anni, il rilievo delle società di capitale è aumentato di 4,2 punti percentuali, ovvero di quasi il 70 per cento, giungendo al 10,3 per cento. Al contrario il peso delle ditte individuali si è ridotto di 3,2 punti e quello delle società di persone di 1,0 punto percentuale.


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