Cutuli (CONFASSOCIAZIONI Comunicazione): Bene interesse Sen. Crimi per professioni non regolamentate, perplessità su abolizione ordine giornalisti

ROMA, 24 Settembre 2018 (MERCURPRESS.IT) - "Da Presidente del settore confederale della Comunicazione di CONFASSOCIAZIONI, ovvero il soggetto di rappresentanza unitaria delle Federazioni, dei Coordinamenti e delle Associazioni che esercitano attività professionali non organizzate in ordini e collegi, accolgo con piacere le dichiarazioni del Senatore Vito Crimi in merito alla regolamentazione delle professioni della Comunicazione". Così Carmelo Cutuli, Presidente del settore confederale che aggrega le associazioni professionali della Comunicazione di CONFASSOCIAZIONI, la federazione che rappresenta oltre 360 Associazioni Professionali, gran parte delle quali hanno già ottenuto l'iscrizione all'Albo MISE ai sensi della Legge 4/2013.

"La Legge 4/2013 in combinazione con le normazione UNI delle professioni non regolamentate, rappresenta sicuramente la via più semplice e diretta per definire e sostanziare figure professionali oggi di fatto esercitate e richieste sul mercato come quelle del comunicatore d'impresa o il relatore pubblico, fino a quelle più innovative come il social media manager, il place brander o l'influencer. Professionalità che nascono negli ultimi anni dal cross-over di varie discipline come l'informatica ed il marketing e trovano nel settore della Comunicazione l'ambito più adeguato di collocazione."

"Concordo quindi pienamente con il Sen. Crimi - prosegue Cutuli - sull'opportunità di utilizzo della L. 4/2013 per la regolamentazione delle professioni del settore della Comunicazione, auspicando peraltro un'azione concertata con - e tra - gli attori dell'associazionismo professionale."

"Esprimo tuttavia delle perplessità in merito alla paventata abolizione dell'Ordine dei Giornalisti, la cui abolizione getterebbe nel caos più di un comparto. Peraltro, come il Sen. Crimi ben sa, ai sensi della L. 3 febbraio 1963, n. 69, l'Ordine dei Giornalisti è un Ente vigilato dal Ministero della Giustizia, per via della particolare natura della professione specifica del giornalista che ne implicano l'assoluta necessità di regolamentazione. Ciò da solo ne renderebbe il semplice trasferimento di questa categoria professionale nell'elenco delle professioni non regolamentate alquanto improbabile".

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